A parte le leggende, le notizie
storiche sull'origine della città sono numerose, ma imprecise
ed a volte contraddittorie. Riportano tali notizie gli storici
greci che hanno scritto prima di Cristo: Erodoto (Vsec.), Ellanico
(V sec.), Polibio (II sec.), Dionigi di Alicarnasso (I sec.),
e quelli che hanno scritto dopo Cristo: Tolomeo (II sec.), Stefano
Bizantino (VI sec.), nei quali la città compare a volte con
il nome di Croton altre di Creston, o di Curton, e gli scrittori
latini del primo secolo avanti Cristo, Virgilio e Tito Livio,
che rispettivamente chiamano la città Corito e Cortona. La storiografia
moderna sembra oggi ammettere che Cortona sia stata in origine
una città umbra, poi conquistata e ingrandita dagli etruschi,
diventando una delle più potenti lucumonie fra le città etrusche
confederate insieme a Perugia ed Arezzo. Testimoniano la sua
potenza strategica il lungo perimetro delle sue mura, le tombe
dei suoi Principes, tutti i reperti archeologici di questo periodo,
che ci individuano una città ricca e fiorente di attività artistiche
ed industriali, battente una moneta che, da quelle pervenuteci,
deve essere considerata tra le più perfette dell'antichità etrusca.
Intorno all'anno 310 avanti Cristo, quando la maggior parte
delle lucumonie etrusche dell'Etruria meridionale furono conquistate
da Roma, Cortona venne a patti con la potente città, ed entrata
successivamente nella sua orbita dovette assistere, come ci
narrano Polibio e Livio, ad una tra le più disastrose imboscate
subite dall'esercito romano che fu preparata nell'ambito del
suo territorio, sino a concludersi lungo le rive del Trasimeno.
All'epoca
della guerra sociale subì, probabilmente come Arezzo, la repressione
di Silla che dette un ulteriore colpo alla perdita della sua
importanza strategica ed economica. Le testimonianze dell'epoca
ci dicono però che nel primo e secondo secolo dopo Cristo, Cortona,
uno dei trentotto Municipi della VII regione italiana, l'Etruria
Romana, secondo la riorganizzazione amministrativa dell'Impero
operata da Augusto, aveva una fiorente vita politica ed amministrativa.
Ne consegue che, quando nella seconda metà del terzo secolo
dell'era cristiana, si cominciarono ad istituire in Toscana
nelle sedi dei Municipi Romani le sedi delle Diocesi dei Vescovi
della religione cristiana, probabilmente Cortona divenne sede
vescovile. La mancanza quasi assoluta di documenti ci obbliga
ad essere prudenti su tale asserzione, ma un documento della
prima metà del quinto secolo ci dice che Cortona, sopra il sacello
di una memoria martiriale celebrava a maggio l'anniversario
del martirio del vescovo Vincenzo. Se Vincenzo era vescovo ed
era sepolto a Cortona, si è autorizzati a ritenere Vincenzo
vescovo di Cortona e pertanto Cortona sede vescovile.