| Le Chiese
Al culto della religione pagana
che si manifestava all'interno dei templi originariamente etruschi,
ai quali la conquista romana dovette imporre notevoli trasformazioni,
successe nel terzo secolo, dopo la pace costantiniana, il culto
della religione cristiana che probabilmente in un primo momento
utilizzò i medesimi templi. Successivamente è quasi certo che i
due primi edifici del culto cristiano all'interno delle mura urbane,
dei quali conosciamo l'esistenza ed oggi scomparsi, la Pieve urbana
di Santa Maria e la chiesa di Sant'Andrea, sorgessero entrambi sulle
rovine di un tempio pagano. La chiesa di Sant'Andrea demolita nel
diciottesimo secolo sorgeva nell'area oggi occupata dal Teatro Signorelli.
Dopo le vicissitudini dell'alto medioevo, occupazione gotica, bizantina
e longobarda, con l'organizzarsi in libero comune la città fu divisa
in Terzieri, ognuno dei quali aveva una chiesa madre. Delle tre
chiese madri dei relativi Terzieri restano oggi sparute tracce.
- La Pieve di Santa Maria, infatti, chiesa madre del Terziere di
Santa Maria, fu quasi completamente demolita nel quindicesimo secolo
per costruire al suo posto il "Duomo" odierno. Della medesima restano
evidenti alcuni resti nella odierna facciata.
- La Cattedrale di San Vincenzo, chiesa madre del Terziere di San
Vincenzo, fuori della porta Sant'Agostino, in via del Duomo Vecchio
al n. 3 venne completamente abbattuta nel XVIII secolo. Sull'area
archeologica sorgono oggi edifici privati, mentre sparuti resti
della medesima possono essere ammirati nel Museo dell'Accademia
Etrusca.
- La chiesa di San Marco, chiesa madre del Terziere di San Marco,
venne abbattuta anch'essa nel XVIII secolo ed il suo titolo trasferito
nella sottostante seicentesca chiesa della Compagnia della Santissima
Trinità che si chiamò da allora chiesa di San Marco. Alcuni resti
dei muraglioni perimetrali e di facciata, peraltro difficilmente
leggibili, possono essere visti in fondo a via San Marco entro l'area
archeologica verde, anche questa di proprietà privata, a cui si
accede dal n_ 39.
Nel secolo XIII, alle tre chiese madri si aggiungono due edifici
sacri di rilevante importanza, la chiesa di San Francesco nel 1240
destinata a custodire il corpo del suo costruttore Frate Elia, uno
dei pilastri della storiografia francescana e nel 1297 la nuova
chiesa di San Basilio su disegno del Pisano destinata a custodire
dal 1330 il corpo di Santa Margherita. Nei secoli successivi altri
importanti edifici di culto, sempre più belli e più ricchi di opere
d'arte, molte delle quali sono tutt'oggi conservate nel loro interno,
si aggiungono alle due chiese sopra mensionate.
(XIII
secolo) CHIESA DI SAN FRANCESCO Come la basilica di San Francesco
ad Assisi, anche questa chiesa fu costruita da Frate Elia nel 1247
su terreno denominato Bagno della Regina a lui donato dal Comune
e sul quale esistevano notevoli resti di costruzioni romane, probabilmente
delle Terme. _ in stile gotico ma rimaneggiata notevolmente all'interno
soprattutto nel XVII secolo. Conserva però tuttora intatta l'imponenza
della mole e lo slancio delle sue linee originarie. Da ammirare
il portale ed i finestroni del fianco sinistro recentemente ripristinati.
Le manomissioni apportate riguardano oltre l'imbiancatura delle
pareti sulle quali esistevano affreschi famosi e la sovrapposizione
nelle medesime di altari barocchi, la chiusura dei finestroni gotici
nonché la sostituzione dell'altare maggiore di pietra con un monumentale
altare barocco di marmo, opera di Bernardino Radi (secolo XVII)
all'interno del quale è custodita la reliquia della Santa Croce.
Oltre alla Croce Santa, portata da frate Elia da Constantinopoli,
in questa chiesa sono custodite: la tonaca, l'Evangelario manoscritto
e il cuscino, tutte reliquie appartenute a S. Francesco e tutte
lasciateci da frate Elia, per il quale il Serafico nutriva particolare
affetto e stima, tanto da chiamarlo "mia mamma", come ci dice il
Celano nella sua prima biografia di S. Francesco. Nella parete destra
presso l'ingresso vi sono resti di affresco attribuiti a Buffalmacco
(secolo XIV). Nel terzo altare L'Immacolata Concezione del Commodi
(1609). Nel quarto il Miracolo della mula del Cigoli (1597). Nella
cappella destra dell'abside si trova il Monumento funebre del primo
vescovo della diocesi di Cortona Ranieri Ubertini, morto nel 1348
(vedi testo a pag. 93). Nel coro la tomba di Frate Elia, successore
di San Francesco alla guida dell'Ordine (vedi testo a pag. 90).
Nel terzo altare della parete sinistra un capolavoro di Pietro da
Cortona (1597-1669): L'Annunciazione, una fra le più belle pitture
del XVII secolo. Nella cripta sottostante, oggi non più agibile
perché interrata nel XVII, venne sepolto nel 1523 Luca Signorelli
(vedi testo a pag. 93). La chiesa ed il convento sono interessati
da importanti lavori di restauro ancora in corso. Fra Domenico Basili,
attuale responsabile di tutto il complesso, ha curato varie pubblicazioni,
relative alla storia della chiesa, alla vita di S. Francesco e del
suo compagno Elia, disponibili presso questa stessa chiesa.
|