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Il Parco Archeologico
PER
INFORMAZIONI GENERALI E VISITE AL PARCO ARCHEOLOGICO:
Museo
dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona
Piazza
Signorelli 9, Cortona (AR)
tel. 0575 630415-637235
info@cortonamaec.org

REALIZZAZIONE
E LINEE GENERALI
La
convergenza e il coordinamento delle attività di
ricerca realizzate dalla Soprintendenza Archeologica per
la Toscana, dall’Universtà degli Studi di Perugia
e dal Comune di Cortona, con il sostegno operante della
Regione Toscana, ha consentito la sperimentazione di un
innovativo ed efficace modello di intervento nel comparto
dell’archeologia, al quale si deve se già dalla
primavera del 2004 è operativo il parco archeologico
di Cortona.
Il parco archeologico che viene realizzato grazie a un consistente
finanziamento dello Stato, si caratterizza immediatamente
per l’incisivo impatto che avrà sul territorio:
l’intervento più impegnativo è costituito
da due importanti opere pubbliche, già appaltate
ed avviate: lo spostamento di un tratto di fiume e di un
tratto di strada provinciale, la modifica cioè di
due importanti percorsi storicizzati, ambedue a suo tempo
realizzati nel quadro della grande opera di bonifica della
Valdichiana. Si tratta di due “segni” assai
forti, che in qualche modo sottolineano le profonde trasformazioni
indotte dal parco archeologico sull’organizzazione
del territorio.
Parallelamente sono in parte già stati effettuati
o in corso di effettuazione, parte in corso di progettazione,
una serie di interventi su tutti i monumenti archeologici
della città e del territorio. L’intero sistema,
assai articolato poiché i monumenti sono distanti
tra loro anche alcuni chilometri, farà capo al centro
storico, dove, a partire dalla prossima estate 2005, troverà
luogo il nuovo Museo dell’Accademia Etrusca e della
Città di Cortona, che accorperà in un unico
circuito di visita i piani sotterranei di Palazzo Casali,
dove è previsto l’allestimento dei reperti
provenienti dal territorio, ordinati secondo il progetto
scientifico del prof. Mario Torelli, con il piano nobile
del Palazzo, attuale sede delle collezioni del Museo dell’Accademia
Etrusca.
La integrazione museo–parco realizzata in questo modo
è, si può dire, totale e fa sì che
l’intero centro storico costituisca parte integrante
del parco, perché sede di importanti monumenti ma
soprattutto perché agli spazi espositivi di Palazzo
Casali è attribuito il ruolo di centro erogatore
dei servizi di accoglienza, di orientamento e di smistamento
dei visitatori.

I
MONUMENTI DEL PARCO ARCHEOLOGICO
IL CIRCUITO
URBANO:
15
Porta Bifora

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La
Porta Bifora o Ghibellina è l’unica delle
porta monumentali della cinta etrusca di Cortona a
noi oggi giunta; è stata preceduta da un ingresso
ad unico fornice di cui lo scavo ha messo in luce
le tracce. Nella prima metà del II sec. a.C.
è stata realizzata la nuova porta a due fornici
coperta ad arco con controporta verso l’interno;
il bellissimo lastricato interno della controporta
mostra il carattere cerimoniale della porta cui giungeva
la grande strada diretta alla principale delle necropoli
ellenistiche della città. In epoca tardo-antica
la porta è stata ristretta ad un unico fornice,
quello settentrionale, e come tale è sopravvissuta
attraverso le varie trasformazioni. |
16
Volta a botte presso Via Guelfa

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A
breve distanza delle mura, nei pressi della Porta
S. Agostino, si trova un ambiente con copertura a
volta e apertura al centro del soffitto, probabilmente
utilizzato come cisterna o deposito.
La struttura sembra inquadrabile tra il II e il I
sec. a.C. |
12
Tratto murario presso palazzo Cerulli-Diligenti

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All’interno
del Palazzo Cerulli-Diligenti, in via Mazzuoli, è
stato individuato un tratto murario lungo m. 6 e alto
m. 2,4.
Lungo la sua superficie si apre l’accesso ad
un cunicolo scavato nella roccia, coperto con volta
a botte. |
13
Tratto murario presso Palazzo
Casali

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All’interno
delle sali sottostanti Palazzo Casali, dove sorgerà
il nuovo Museo, è stato individuato un tratto
murario etrusco della lunghezza di oltre 15 metri
che doveva servire da contrafforte e sostruzione a
grandi edifici pubblici un tempo presenti a ridosso
dell’antico foro.
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14
Mura Etrusche

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Il
circuito delle mura moderne corrisponde in gran parte
all’antico e in molti tratti si conservano i filari
inferiori originari della prima cinta, anche ad un’altezza
di oltre quattro metri, con blocchi sovrapposti allocati
secondo la costruzione ad opera quadrata e fino a formare
tratti di nove filari sovrapposti.
La forma generale è quella di un rettangolo allungato
con un perimetro di circa 2 chilometri. L’unica
parte dove non si segue più il tracciato delle
primitive mura etrusche è a Sud Est ma saggi
condotti nel 1929 a cura della Soprintendenza Archeologica
hanno confermato la presenza, anche in questo settore,
delle mura antiche, che si estendono molto al di là
della successiva cinta medievale della prima metà
del secolo XIII. Delle primitive porte non si conserva
al momento traccia, ad eccezione della porta bifora,
anche se è lecito supporre che coincidessero
in parte con le successive porte medievali. La cinta
muraria è databile alla fine del quarto secolo
a.C. |
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11
Cisterna Bagni di Bacco

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L’area
della cisterna di via Bagni di Bacco, nei pressi della
chiesa di S. Antonio Abate, è oggi occupata in
parte da una via cittadina ed in parte da un orto. La
porzione occupata dalla strada è delimitata ad
O da un edificio costruito sopra il muro della cisterna,
ad E da un muro moderno che separa la strada dall’orto.
Nell’orto si distinguono bene le pareti originarie
N,E e O della cisterna realizzate in conglomerato simile
a quello delle murature antiche della cisterna del Convento
di S. Chiara. La cisterna complessivamente misurava
m. 17,56 di lunghezza e m 17,85 di larghezza, pari a
piedi 60 di lato. La muratura in conglomerato, visibile
all’interno della porzione occupata dall’orto
raggiunge, dal terreno, un’altezza che varia da
m 2,03 a m 1,88. Azzardato sarebbe stimare la capacità
dell’invaso, non conoscendone l’altezza
e la profondità effettive. Tale cisterna doveva
alimentare le terme di Piazza Tommasi. |
IL
CIRCUITO EXTRAURBANO:
6
Tumulo di Camucia

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Il
tumulo di Camucia fu individuato nel 1840 da A. François.
Ha una notevole circonferenza (c.a. 200 m); al suo
interno è costituito da una prima tomba a camera
(Tomba A o François) e una seconda tomba (Tomba
B) individuata nel 1964 dalla Soprintendenza Archeologica
della Toscana. |
3
Melone I del Sodo

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Il
Melone I del Sodo è situato sulla sponda sinistra
del rio Loreto.
E’ un tumulo artificiale di architettura funeraria
etrusca arcaica. Fu oggetto di studio e di una campagna
di scavo nel 1909. All’interno è una
tomba con dromos scoperto e cinque camere di cui una
centrale in fondo e le altre ai lati di un corridoio
centrale. La copertura degli ambienti è costituita
da una pseudo-volta aggettante. Recenti scavi (2003)
hanno messo in luce parte della crepidine. |
2
Melone II del Sodo

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Il
Melone II del Sodo si trova sulla sponda destra del
rio Loreto.
Anch’esso è un tumulo del periodo arcaico
ed è costituito da due tombe all’interno:
la Tomba 1 con copertura a pseudo-volta fu individuata
negli anni 1928/29; la Tomba 2 è stata individuata
nel 1991 ed ha restituito un ricchissimo corredo di
oreficeria.
Nel 1990 è stata messa in luce, sul lato est
affiancato al perimetro del tumulo, una monumentale
piattaforma-altare cui si accede tramite una gradinata
i cui paramenti laterali sono decorati con rilievi
e gruppi scultorei.
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5
Tanella di Pitagora

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La
Tanella di Pitagora è situata sul pendio che
discende dalla collina di Cortona verso la Valdichiana.
La prima notizia che si ha su di essa è riferibile
ad una visita di G. Vasari nel 1566.
E’ un piccolo tumulo di periodo ellenistico
(II se. a.C.) costituito da un basamento circolare
su cui si imposta un altro tamburo con blocchi giustapposti.
L’interno ha un breve dromos e un piccolo ambiente
rettangolare coperto da una volta a botte.
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4
Tanella Angori

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La
Tanella Angori, non lontana dalla Tanella di Pitagora,
venne alla luce nel 1951 ed è inquadrabile
anch’essa nel periodo ellenistico (II sec. a.C.).
E’ conservata soltanto la parte inferiore della
crepidine (a tamburo cilindrico su base circolare)
e qualche blocco della fascia di coronamento. L’interno,
a croce greca, conserva il piano lastricato della
camera. |
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1
Tomba di Mezzavia

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La
tomba a camera è scavata nel tufo ed è
stata scoperta in loc. Il Passaggio presso Mezzavia
(Percano) nel 1950.
E’ formata da un’unica cella con quattro
loculi sulle pareti laterali ed uno su quella di fondo
su cui è inciso “tutsitui”.
Anch’essa è riferibile al periodo ellenistico
(fine III -inizi II sec. a.C.). |
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7
Villa di Ossaia

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In
località Ossaia – La Tufa è stato
messo in luce un esempio notevole di villa di età
tardorepubblicana-imperiale per un area complessiva
di ca. 1000 mq in tre aree separate da un terrazzo
intermedio. Questo complesso abitativo è stato
interessato da tre diverse fasi abitative.
La prima fase è databile tra il 50 a.C. e la
metà del I sec. d.C. La seconda fase costruttiva
dall’80-100 d.C. al III sec. d.C. La terza fase
documenta una ripresa fra l’età della
Tetrarchia e quella costantiniana fino alla metà
del V sec. d.C.
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8
Strada Romana del Torreone

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Il
tracciato lastricato può essere percorso in
due sensi. Si può partire dalla località
Torreone e cominciare a salire fino alla vetta della
Guglielmesca o, viceversa, si può da questa
località percorrerlo in discesa. Il sentiero,
peraltro segnalato come percorso CAI n. 561, offre,
a metà del percorso, la possibilità
di una spettacolare vista della città di Cortona
e delle valli ed è immerso fra i boschi della
montagna cortonese. E’ possibile deviare il
percorso dirigendosi all’eremo dei cappuccini
passando accanto alla località Maestà
del Pianello, dove inveterate tradizioni collocano
la presenza della “tomba del re”.
La strada è provvista di segnaletica di base.
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9
Strada Romana del Monte Maestrino



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Uno
dei tracciati percorribili è costituito dal
sentiero che ha permesso per secoli il passaggio fra
l’area aretina e quella perugina attraversando
il valico fra il Monte Maestrino e Poggio della Croce.
Tale strada partendo dalla città di Cortona,
scendeva toccando le Contesse e il Palazzone ( dove
sono state rinvenute innumerevoli tracce di sepolture)
e giungeva nelle località di S. Angelo e Metelliano
dove si biforcava: da una parte si dirigeva verso
Ossaia e Sanguineto (il percorso probabilmente fatto
da Annibale per raggiungere il Trasimeno, dove si
svolse la famosa battaglia del 217 a. C.), dall’altra
seguiva la direzione del monte verso l’attuale
Mercatale. Quest’ultimo tratto costeggiando
il vicus etrusco di Montanare e Rasina attraversava
infatti la valle del Niccone in direzione della Valtiberina,
scavalcava il Monte Maestrino, oltrepassava il vicus
collocato nell’area della Pieve di S. Donnino,
fra la Valle del Niccone e la Val di Pierle, per poi
giungere nell’area di Mercatale. Questo asse
viario si configurò come un importante tratto
di comunicazione fin dal periodo etrusco, come possono
testimoniare ancora oggi vari toponimi che si incontrano
lungo il percorso o nei dintorni (per esempio Rasina
e Carsena). La lastricatura di età romana,
che permane in molti tratti, dimostra la monumentalizzazione
del percorso e rappresenta quindi una certa testimonianza
della fruizione di questi tracciati che anzi divennero
vero e proprio strumento di romanizzazione dell’area
montana, documentato da infrastrutture, ponti, agri
centuriati, reperti archeologici e toponimi. Fra questi
ultimi particolarmente interessanti sono Metelliano,
dovuto probabilmente al nome latino della gens Metellia,
poi Sepoltaglia, Spoltaglia, Spelta che rimandano
alla coltivazione di un frumento povero chiamato appunto
spelta, non quindi alla sepoltura dei soldati morti
nella battaglia contro Annibale come voleva la tradizione.
Degni d’attenzione sono inoltre le denominazioni
del santuario Madonna del Bagno che rimanda ad un
culto delle acque, Campo Romano, Pianello Tre Termine
e in territorio umbro Le Bagnaie.
Tale tracciato sarà quindi recuperato tramite
apposita segnaletica e raccordato con il già
presente tracciato CAI n. 50 proveniente dall’alta
S. Egidio che funge da collegamento anche con la strada
romana del Torreone. La strada è provvista
di segnaletica di base. |
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10
Strada Romana di Teverina Bassa

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Il
tracciato lastricato si snoda, a partire dalla località
Case Lelli, presso Teverina Bassa, in due direzioni.
Da una parte, attraversando l’omonimo borgo,
tra casette medievali ed edicole religiose e scendendo
abbastanza bruscamente tra i boschi, si dirige in
direzione Falzano, dopo aver superato il Minimella,
fra resti di piloni di ponti di incerta datazione
che potrebbero sorgere su strutture tardo-antichi.
Dall’altra punta, attraverso un ripido percorso
fra le montagne, verso la vetta denominata Monte Castellare.
La strada è provvista di segnaletica di base. |
PER INFORMAZIONI
GENERALI E VISITE AL PARCO ARCHEOLOGICO:
Museo
dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona
Piazza
Signorelli 9, Cortona (AR)
tel. 0575 630415-637235
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